postato da Fiodor alle ore 17:42 di lunedì, 12 maggio 2008

Schiavo!
-   Papà?
-   Mmmm…
-   Papà, sei sveglio?
-   Sei un angelo, tu? Sono morto e sono in Paradiso?
-   Papà, ma che cavolo dici? Ma che angelo e angelo… Cioè, non lo vedi che sono Caterina?…
-   Oh, amore ciao… Che ci fai in Paradiso?
-   Papà, ma sei scemo? Siamo a casa tua e stai ronfando sul divano da due ore…
-   Ma dai?
-   Cioè, ti giuro… Hai pure russato come una motosega! Alzati, su…
-   Dai, altri cinque minutini …
-   Papà?
-   Si? Chi sei?
-   Ma che ricominciamo? Sono Caterina, ti vuoi svegliare?
-   No, non credo, ciccia… Ripassa un altro giorno, occhei?
-   Ma che t’è preso? Cioè, sono due ore che…
-   Credo che sia quella merda di medicina contro l’allergia… il… lo… l’anticoso, là… mi mette sonno… tanto tanto tanto sonno… ti prego amoredipapà… due minutini e mi alzo, eh?
-   Ma no papà, no! Cioè, ti devi svegliare ora!
-   Eddai, Cà… fa la brava... lasciami dormire ancora un pochino che poi ti faccio un bel regalo, eh?...
-   Papà, non è possibile… dobbiamo andare!
-   Andare? Ma andare dove? Perché me lo dici dopo che mi sono calato due antistaminici, che riesco a produrre si e no l’energia per risponderti? Io da qui non mi muovo…
-   Stai scherzando, vero? Tu mi devi accompagnare!
-   Accompagnare? Ma dove? Chi? Quando? E soprattutto… Perché?
-   Ma come chi… Devi accompagnare me medesima, la tua figlietta adorata… Cioè, che ti sei scordato che mi devi portare ad una festa?
-   Stai scherzando, vero?
-   Non credo proprio papà… Cioè, ormai me lo hai promesso…
-   Vabbè. Allora. Facciamo un piano.
-   Dai.
-   Primo, prepara un litro di caffè molto forte che devo abbattere l’effetto dell’antistaminico, poi… Su, Che ore sono, ora? E a che ora dobbiamo stare lì?
-   Sono le sette e dobbiamo arrivare alle otto e mezzo…
-   Ah, beh allora… C’ho tutto il tempo per resuscitare…
-   No pà, è solo che…
-   Su, sputa.
-   No, niente… è che devo passare da casa a prendere la piastra che me la sono dimenticata…
-   La… piastra? La piastra di cosa?
-   Ma dai pà come sei antico… la piastra… cioè, per allisciarmi i capelli…
-   Ah. Embè?
-   Devo tornare a casa a prenderla.
-   Ma non ci pensare proprio… Ti pare che ora buttiamo quaranta minuti per andare e tornare da casa tua solo per i capelli lisci?
-   Papà? È fon-da-men-ta-le.
-   Ma se col casco poi ti si mischiano tutti come un insalata di fagiolini…
-   Papà?
-   E usare un ferro da stiro?
-   Ma papà! Ma ti pare?
-   Oh, è a vapore… è comunque era solo una proposta, eh …
-   Un idea molto molto stupida… Alzati che intanto vado a farti il caffè… Comunque, a che ora dobbiamo uscire da qui secondo te?
-   Dipende. Dov’è la festa?
-   In via ***…
-   Ah. È ancora Comune di Roma là?
-   Non fare lo spiritoso, mica è colpa mia se coso vive lì…
-   E come viene la mattina a scuola? Col camion dei mercati generali?
-   Papà? Vogliamo proprio perdere tempo?
-   No, per carità…. Allora. Sono le sette, giusto? Quindi: quaranta minuti per andare e tornare da casa tua, e sono le otto meno venti. Poi ci vuole almeno mezzora per arrivare in quello sprofondo dove devi arrivare, e quindi, diciamo che ti restano giusti giusti venti minuti tra le otto meno venti e le otto per vestirti, truccarti, piastrarti e pregare che non piova.
-   Scusa papà ma ti sei scordato i quaranta minuti in cui tu mi vai a prendere la piastra.
-   Io?
-   E chi sennò?
-   Beh, ma tu non vieni con me?
-   Ma scherzi? Ho appena il tempo per lavarmi i capelli, figuriamoci.
-   Ma hai detto “Devo tornare a casa a prenderla”…
-   Si, ma ci sei tu che mi fai questo piacerino, no?
-   Ah quindi ho vinto questa cosa… e faccio tutto da solo
-   Embè, si, eh. Anzi, visto che vai a casa, non è che potresti comprarmi una cosa alla profumeria di fronte?
-   E certo, stupido io a non avertelo proposto… Nient’altro?
-   No, per ora no, grazie pà…
-   Una domanda. Mentre vado, posso cantare degli spirituals per coprire il tintinnio delle catene… o ti dà noia?

link - commenti (15)(a discesa) - commenti (15)(popup)
categorie : festa, figlia
postato da Fiodor alle ore 14:47 di venerdì, 11 aprile 2008

Pronto, chi blogga?
-   Pronto?
-   Ciao, Federico.
-   Si? chi è?
-   Ma come... Neanche mi riconosci più?
-   Oh, si scusa… Certo che ti riconosco…
-   Ah si? E chi sono?
-   Dai che lo so benissimo chi sei… è solo che stavo un po’… Ma tu dimmi, dimmi…
-   Io? Che cosa dovrei dirti, io?? Dimmi tu, piuttosto…
-   Cosa vuoi sapere?
-   Perché sei sparito?
-   Sparito? Ma no, che dici… Lo sai bene che…
-   No, guarda… io non so proprio nulla. So solo che, dopo tutti questi anni, e all’improvviso, sei sparito.
-   Tutti questi anni, via… Quanti saranno? Due? Tre?
-   Tre anni. Tre anni, 7 mesi e 14 giorni, per la precisione.
-   Uhm… Come siamo precisini…
-   Tengo i conti, io. Per questo mi stupisce questa tua repentina irreperibilità…
-   Ma no, che dici… Che c’entra l’irreperibilità…
-   Non negare con me! È evidente che è così!
-   Ma dai, non esagerare…
-   Non sto affatto esagerando… Mi hai lasciato così, senza spiegazioni, senza giustificazioni…
-   Senti, io capisco che tu… Ma non devi prenderla così…
-   No, guarda Federico… Non dire a me quello che devo fare. E poi scusa… Ti ho mai dato un dispiacere?
-   No, ma…
-   Ti ho mai negato una connessione? Ho mai cancellato senza ragioni un tuo post? O un commento?
-   No, ma che c’entra…
-   C’entra, c’entra. Non puoi lasciarmi così… Lo sai che sono due settimane che non ti colleghi?
-   Beh, ho avuto molto da fare, in ufficio…
-   Scuse, tutte scuse. Siete tutti uguali…
-   Ma no, ti giuro che è così…
-   Bugiardo! Ormai t’ho capito. Mi stai abbandonando e neanche hai il coraggio di dirmi il perché…
-   No, dai, ti prego. Vedrai che le cose cambieranno…
-   Si, certo, certo…
-   È solo… Una pausa, ecco. Una pausa di riflessione… Sono un po’ scarico e…
-   E io adesso dovrei crederti, eh? Ma se non ti chiamavo io…
-   No, ti avrei chiamato, dai.
-   Si… Chissà quando…
-   Ma che dici… figurati se…
-   Fede? Io temo di sapere la verità…
-   Cioè?
-   Tu hai un altro blog. Confessalo!
-   Ma ti pare? Non potrei mai. Tu sei l’unico.
-   Me lo giuri?
-   Certo.
-   Davvero?
-   Davvero. Ma ora mi perdoni?
-   Non lo so. Mi hai fatto stare tanto male…
-   Mi spiace…
-   Si, certo… Adesso lo dici. Ma se sparisci un’altra volta, io…
-   Ah, siamo alle minacce?
-   No… Ho solo paura che tu possa sparire, da un momento all’altro…
-   C’è sempre questa possibilità
-   Ecco. Lo vedi?
-   Dai, adesso non metterti a piangere…
-   Un blog non piange mai. Sappilo. Al massimo posso linkare una pagina sulle lacrime…
-   Sta su… Vedrai che mi passa.
-   Me lo prometti?
-   Ma si.
-   Davvero?
-   Ma si, ma si…
-   E posterai di nuovo da lunedì?
-   Ci provo. Va meglio, ora?
-   Non lo so… Ho tutti i link scombussolati… Oddio, Fede?
-   Eeeeehh...
-   Non starò andando in menopausa?

link - commenti (68)(a discesa) - commenti (68)(popup)
categorie : blog
postato da Fiodor alle ore 18:39 di lunedì, 31 marzo 2008

Strascichi pasquali
-   Pronto?
-   Mamma?
-   Si?
-   Sono Federico…
-   Oh, ciao figlio mio… Dimmi pure…
-   Scusa, ma non sei tu che mi hai chiamato?
-   Si… Ma tu come fai a saperlo?
-   Beh, c’è una chiamata anonima sul mio cellulare…
-   E allora?
-   E allora tu sei l’unica che mi chiama con il numero anonimo…
-   Certo, perché sono sicura che se tu vedi che sono io… non mi rispondi
-   Effettivamente, potrebbe essere.
-   Ecco, lo vedi? Si spiega il perché…
-   Si, ma dovresti anche sapere che siccome solo tu mi chiami con l’anonimo, quando arriva una telefonata anonima… allora sono certo che sei tu.
-   Ah.
-   Capito?
-   Quindi è per questo che non hai risposto.
-   No. Non ho risposto perché ero in motorino.
-   Ma allora non potevi sapere che ero io…
-   No.
-   Ah. Lo vedi? Ti ho colto in fallo!
-   Ma de che?
-   Scusa, eh… Ma visto che non sapevi che ero io, perché non hai risposto?
-  
-   Ah! Non sai che rispondere ora, eh?
-   Senti, mamma…
-   No, non tergiversare… Confessa che hai visto che ero io perché non c’era il mio numero e non hai risposto sapendo che quando non sono io compare il numero… Forza, costituisciti…
-   Mamma, lo sai che certe volte la tua logica mi fa più paura della tua cucina?
-   Ah, adesso insulti anche la mia cucina? cosa hai da dire contro la mia cucina…
-   Intesa come mobilia, niente…
-   Non fare il cretino, hai capito benissimo cosa intendo…
-   Beh… Ne vogliamo proprio parlare?
-   Certo!
-   Bene… Allora spiegami una cosa… Ti ricordi il giorno di Pasqua?
-   Ma certo…
-   Ecco… Esattamente, puoi dirmi cosa fosse quello strano oggetto ovoidale che ti ostinavi a spacciare per polpettone?
-   Non fare lo spiritoso… Era un polpettone… Alle noci.
-   Sarà, ma mi sa che le noci l’avevi lasciate coi gusci…
-   Ma che dici…
-   Ma come che dico… Non hai sentito le urla quando è cascato sull’alluce di zia ***?
-   Si, vabbè figuriamoci… Tutta scena…
-   Ma che stai a dì, mà? Zia c’aveva un alluce che si vedeva pure al buio, da quanto era rosso…
-   A me sembra che siate un po’ esagerati, il polpettone a me sembrava buonissimo e leggero…
-   Rispetto all’acciaio fuso, sicuramente.
-   Sentite, se a te e a tuo fratello non va bene la mia cucina non avete che da dirlo…
-   E infatti sono trent'anni che te lo diciamo…
-   Che vorresti farmi intendere? Che quando vivevi con me mangiavi male?
-   No, certo che no.
-   Ah, ecco.
-   Ma non certo perché cucinavi tu…
-   Senti Federico… Io ti ho allevato come si deve…
-   Ma sta bona, mà… che io sò cresciuto a toast e sottilette…
-   Ma che dici…
-   Ah no? Ora vediamo... Dimmi, mamma… quant’è che non compri della verdura fresca?
-   La mia verdura è tutta freschissima…
-   Si? E da quando?
-   Da sempre!
-   Ma se hai comprato sempre e soltanto dei surgelati!
-   Appunto. Più fresca di così!

link - commenti (31)(a discesa) - commenti (31)(popup)
categorie : mamma
postato da Fiodor alle ore 15:13 di venerdì, 28 marzo 2008

Natale con i tuoi, Pasqua… con chi vuoi?

-   Allora, pà?

-   Allora? Allora cosa?

-   No, dico… Cioè, me lo dici ora dove andiamo a pranzo?

-   Ma te l’ho detto… Sei tu che non mi credi…

-   Ma dai, pà… Cioè, ‘sta storia della zia suora non regge…

-   Ma si, invece… Andiamo proprio li…

-   Io non lo sapevo che c’avevi una vecchia zia che era suora…

-   E ti credo… non ne hai mai sentito parlare perché è di clausura…

-   E che c’entra… Se è una tua vecchia zia, avrei dovuto saperlo… o no?

-   Evidentemente no

-   E vabbè…

-   Ma guarda quanto piove…

-   Eh… e non smette…

-   Beh, almeno dentro al convento staremo al riparo…

-   Scusa, pà… Ma… Cioè… ‘ndo sta ‘sto convento?

-   Non parlare romanesco…

-   Ah perché… Solo tu puoi?

-   Io posso perché so anche parlare l’italiano. Prima dimostrami di saper parlare correttamente e poi puoi permetterti il lusso di parlare come ti pare…

-   Seeeee… vabbè… Allora? Me lo dici dove è sito questo convento?

-   Oh! Lo vedi che quando vuoi… Comunque, non ti preoccupare… Stanno fuori… Fuori Roma, insomma…

-   Ma che suore sono?

-   Le suore sò suore… Che vuol dire che suore sono?

-   Si, ma di che tipo…

-   Ah, vuoi il modello… Beh, sono suore di clausura…

-   Si, ma di che ordine.

-   Carmelitane scalze di nostra signora della sola.

-   Ah, ecco. Però che nome strano…

-   Embè…

-   E che facciamo tutto il giorno chiusi li?

-   Beh, dopo pranzo ci sono i Salmi…

-   I salami? Che salami?

-   Ma che salami… i Salmi!!! Sai cosa sono, si?

-   Si, si… E tu… Cioè, non ti ci vedo a te che ti metti a sentire i salmi…

-   E infatti. Mi ficco in chiesa, mi trovo un angoletto e m’appennico…

-   E io ti seguo senz’altro, pà…

-   Figlietta scaltra…

-   Senti, ma… Nonna e zio Massimo invece? Cioè, dove…

-   Boh.

-   Mica saranno andati a Fregene?

-   Si, no, forse… Non so…

-   Pà? Ci pensi che tristezza al mare con questo tempo? … Cioè, ti immagini? L’umido… il freddo… Magari non sono manco riusciti ad accendere il riscaldamento…

-   Quindi, non ti sarebbe piaciuto andarci, Cate?

-   Ma che sei matto? Cioè, meglio morta. Ma tutta la vita meglio le suore, oh…

-   Senza dimenticare che di sicuro ce sta il polpettone de tu nonna…

-   Eh, davvero…

-   Ecco… Almeno quello si ricicla…

-   Come fermacarte?

-   No. Come palo per la partitella pomeridiana…

-   Allora ancora meglio darlo ad Oscarino, no?

-   Seeeee… Vabbè che è scemo, ma mica così tanto…

-   Uff… Ma quando arriviamo?

-   Dove?

-   Dalle suore carmele, li… quando arriviamo?

-   A Caterì ma che ancora non l’hai capito?

-   Cosa?

-   Cioè, dimmi. Che strada stiamo facendo?

-   L’Aurelia.

-   E dove porta l’Aurelia?

-   Beh, dove ti pare... cioè, a nord di Roma…

-   E quindi?

-   A… A…

-   Su, che c’arrivi…

-   A Fregene?

-   Esatto!!!

-   Noooooooo…. No, Papà… cioè, ma sei una carogna…

-   Ma come, non sei contenta? La nonna, lo zio… i tuoi cuginetti…

-   No, papà... non dovevi farmelo…

-   Ma ti sembra che posso avere una zia suora? E che tu non lo sai?

-   C’hai ragione pà… Con un nipote come te, sarebbe già morta di crepacuore…

-   Scusa ma… Cioè se tu avessi dovuto scegliere tra le suore e la tua famiglia…

-   Beh, ma molto meglio le suore, pà…

-  

-   No? Che dici pà?

-   Ma lo sai che per una volta sò d’accordo?


link - commenti (19)(a discesa) - commenti (19)(popup)
categorie : pasqua, figlia
postato da Fiodor alle ore 15:11 di venerdì, 28 marzo 2008

Portatile.

Rispondo collettivamente a tutti.

Prima di tutto, davvero grazie di essermi stati solidali in questo momento di forzata astinenza da Pc.

Cos'è successo? Niente di grave. Si è rotto il disco rigido del mio portatile, ma è stato prontamente sostituito con uno molto più capace. In tutti i sensi.

Il problema maggiore è stato che la rottura è avvenuta di venerdì, per cui ho dovuto aspettare il lungo uicchend pasquale per la sostituzione del disco rotto. E anche io mi sono rotto, nel uicchend, appunto.

È stata dura, ma con il Vostro sostegno ce l'ho fatta.

Grazie.


link - commenti (6)(a discesa) - commenti (6)(popup)
categorie :
postato da Fiodor alle ore 23:24 di mercoledì, 26 marzo 2008

A volte ritornano

Toshiba_Satellite_M40-front_open_right

It's alive!!!

link - commenti (23)(a discesa) - commenti (23)(popup)
categorie : non so proprio che tag mettere
postato da Fiodor alle ore 11:11 di martedì, 25 marzo 2008

Schermata di addio del mio portatile

bluescreen-wallpaper Mi sa che non è un buon segno...


link - commenti (29)(a discesa) - commenti (29)(popup)
categorie : non so proprio che tag mettere
postato da Fiodor alle ore 15:26 di venerdì, 21 marzo 2008

Pasqua di passione
Buona pasqua a tutti! Ma che sia buona davvero!
No, davvero, vorrei proprio che voi lo sapeste; per me questa pasqua non è cominciata nel migliore dei modi:
Ieri sera il mio dentista ha creduto opportuno sperimentare il livello della mia sopportazione al dolore, centellinandomi l’anestesia.
Dopo solo due ore di trattamento, trapanamenti, urla e sofferenze, non sue ovviamente, sono tornato a casa con la netta sensazione di avere una palla da basket nella guancia sinistra e un leggerissimo quanto preoccupante prolasso del labbro inferiore, per non parlare del fatto che fino a mezzanotte sbavavo come un alano in calore.
Orbene, a me sembrava che potesse bastare come dose giornaliera di sfiga, no?
E invece no.
Torno a casa, lasciando la scia come le lumache, mi siedo dolorante ma intrepido davanti al portatile, lo accendo e… niente.
Ok, capita. Riprovo.
Niente.
Dai, è solo un caso, bofonchio. Riprovo.
In rapida sequenza: rumori di ferraglia, accensione di lucette a caso, schermo blu., codici e codicilli di errore, urla. Quest’ultime, mie.
Ebbene si, s’è rotto il prode Toshiba, quello dove scrivo, dove elaboro le foto, dove gioco, sogno e mi dispero e ora sono qui che rubo il tempo al mio lavoro nella speranza che in questo pomeriggio piovoso, alcuni giovani prodi riescano a risistemarmi il portatile e mi restituiscano l’amato bene, e sono qui, al lavoro, nella speranza che non entri il mio capo e mi insulti che non sto lavorando e nella speranza che

link - commenti (18)(a discesa) - commenti (18)(popup)
categorie : non so proprio che tag mettere
postato da Fiodor alle ore 17:22 di mercoledì, 19 marzo 2008

Festa del papà
-   Si?
-   Papà?
-   Ohi, Cate… Allora? Come è andata?
-   Bene pà, benissimo!!!… È andata! Cioè… sò troppo intelligente…
-   Brava, figlia mia, brava… sono contento per te…
-   Eh, anche io pà… cioè, ti giuro… c’avevo ‘na paura….
-   E ti credo… Dai, racconta…
-   Ma no, niente, cioè… è andato tutto bene… ho risposto esatto a tutte le domande tranne una
-   Ma che brava, davvero…
-   Ecco… Quindi ora, papà…
-   Quindi? Quindi cosa, figlietta?…
-   No, dico… Cioè, ora che ho il patentino per il motorino…
-   Si?
-   Beh… Ecco…
-   No, dillo… Voglio proprio vedere se c’hai ‘sto coraggio…
-   Si, che ce l’ho… Cioè papi, parliamone… ora che c’ho il patentino mi serve un motorino da portare, no?
-   Oooh…. e li ti volevo…
-   Cioè? In che senso?
-   Nel senso che ora c’hai il patentino, e siamo d’accordo… Ma il motorino… Lo sai portare?
-   No.
-   Ecco. Lo vedi?
-   Vabbè ma se non me lo compri, non lo saprò portare mai…
-   Vero… Brava. E chi ti deve insegnare?
-   Chi?
-   Ma è ovvio. Non posso che essere io, mia cara
-   Azz…
-   E non dire parolacce…
-   No, dico… Cioè sono contenta… Però…
-   Però?
-   No, ecco… è che noi ci vediamo una volta alla settimana… E non sempre a casa tua…
-   E allora?.
-   E allora io quando mi impratichisco?
-   Nei uicchend…
-   E beh ma così… cioè ci metto una vita…
-   Beh questo dipende da te… E d’altra parte… Hai proposte alternative?
-   Mmmmm…. No.
-   Vedi? Papà ha sempre ragione. O almeno quasi sempre…
-   E ti pareva… Comunque… Quando andiamo a comprarlo?
-   Cosa?
-   Come cosa… Il motorino, è ovvio…
-   Il motorino? E proprio oggi mi chiedi di comprarti il mot...
-   Beh, pà .. cioè… quando sennò?
-   Non mi interrompere.… Fammi finire. Me lo chiedi proprio oggi?
-   Perché pà? Che c’ha oggi che non va?
-   Ah, non lo sai?
-   Beh, no… è un giorno come ta….
-   Come ta? Come ta cosa? Continua, su…
-   Oh cavolo… È oggi la festa del papà?
-   Esatto.
-   Oh cavolo…
-   E tu non mi hai fatto neanche gli auguri…
-   Oh cavolo…
-   E già. Errore. Errore blu… Grandissimo errore…
-   No, dai… scusa pà…
-   E mica lo so se ti scuso…
-   No, dai, papone, ti prego… cioè ti giuro… tanti auguri…
-   Mmmm… Falsa. Sei falsa come una moneta da tre euro…
-   E dai pà, ti prego… Ma che t’aspetti pure un regalo?
-   Ma noooo... figuriamoci… Non devi preoccuparti figlia mia… tanto… cosa vuoi che conti tuo padre…
-   No, pà… no… cioè, così no… ti prego…
-   Eh… e non dimenticare che tra una settimana è il mio compleanno…